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Approfondimento sul territorio

Territorio

Arrivando a Castelsardo la suggestione che si prova è grande quando, dopo alcune curve, con stupendo colpo d’occhio, appare il paese: in primo piano il porto, con l’antica torre saracena; in alto la rocca, sotto la quale si intravedono la facciata ed il campanile della cattedrale; ed infine, sparso sull’intero versante sud del promontorio, il borgo moderno, che si abbarbica sul borgo medioevale. Arrivandoci si possono notare i bastioni, e continuando per la strada, fatta di pietra trachitica di origine lavica, si trova la fortezza dei Doria o meglio ciò che dopo secoli di abbandono ne era rimasto, fin quando non è stato restaurato maldestramente e trasformato in museo dell’intreccio mediterraneo. Vi sono esposti oggetti dell’artigianato locale, di provenienza sarda e di vari paesi del mediterraneo, quasi tutti ottenuti dall’intreccio di fibre vegetali. Percorrendo i caratteristici vicoli si incontra la Chiesetta di Santa Maria delle Grazie. Proseguendo per i caratteristici vicoli, si incontra la cattedrale di S. Antonio Abate e più avanti si trova la “Chiesetta del Purgatorio”, e via via si arriva agli spalti di manganella, dove in antichità venivano impiccati i criminali. Il primo centro abitato venne trasformato in cittadina fortificata intorno al 1102 dalla famiglia Genovese dei Doria e prese il nome di CastelGenovese. La cittadina consta attualmente di tre parti. La prima è costituita dalla Cittadella, tutta ancora raccolta intorno alla rocca, all'interno della Cinta delle Muraglie. La seconda è costituita dalla Pianedda, che conta pochi decenni, e si formò con l'urbanizzazione, quasi spontanea, dei costoni del promontorio degradanti sino al piano. Costituiscono la terza le Marine, che partendo dalla zona pianeggiante, raggiungono i due mari. Le nuove strutture alberghiere sono sorte lungo il litorale. L'opera pubblica di maggiore interesse, realizzata in questa prima fase di rinascita, è il porto, la cui mancanza era stata lungamente sofferta, da un popolo il cui mare è la vita. Interessante è anche e soprattutto, in Castelsardo, l'ambiente umano. Per caratteristica primeggiano i pescatori, che sono figure umane scolpite dal maestrale e patinate di bronzo dal sole.

Folklore

Castelsardo vanta un meritatissimo primato, nel campo del folklore religioso in Sardegna. La sua tradizione infatti, ha portato intatta sino al presente, la più antica e la più autentica sacra rappresentazione della Passione del Cristo, chiamata "Lunissanti". I canti dei suoi cori, eseguiti in polifonia vocale, si stanno rivelando, nella loro interpretazione, antichi quanto l'alba. Posto centrale, nello scenario del Lunissanti , occupa la Basilica di Nostra Signora di Tergu, che dista circa dieci chilometri da Castelsardo: e delle mete del suo turismo culturale costituisce quella più importante. La Basilica è quanto rimane, unitamente a pochi resti monumentali, dell'Abbazia di Tergu, che è stata la Montecassino della Sardegna, gioiello, più prezioso, dell'architettura di stile Romanico-Pisano-Sardo, fiorita nella Sardegna medioevale. Nel Centro storico è sede del Lunissanti la chiesa trecentesca di Santa Maria delle Grazie. E' il luogo sacro da cui parte e rientra la sacra rappresentazione. E' Oratorio della Confraternita della Santa Croce, che esprime ogni anno gli attori e i cantori, protagonisti della celebrazione. La chiesa ha una struttura singolare, formatasi per evoluzione da un nucleo primordiale, che diramandosi in archi ed archetti, fiori, in una corolla di bianche volte a vela che crea un ambiente sacro palpitante di suggestione. Nella chiesa di Santa Maria si conserva e si venera il Crocifisso ligneo più antico della Sardegna, chiamato "Lu Criltu Nieddu", il Cristo nero, perchè patinato dai secoli.

Una figura umana caratteristica di Castelsardo è la cestinaia. E' una artista nata, il cui talento sembrerebbe segnato sin dalla nascita, intrecciando diverse fibre vegetali (palma nana, giunco), crea cestini di varie fogge e colori. Il cestino di Castelsardo è uno dei prodotti, dell'artigianato sardo, più apprezzati per il suo valore e maggiormente diffusi nel mondo.