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Approfondimento sul territorio
Baunei conta 4111 abitanti, estende i suoi confini comunali su un territorio di 216 kmq. Vittorio Angius, nel secolo scorso, annotava nel Dizionario la voce popolare che voleva come fondatore di Baunei un pastore di capre, voce che trova giustificazione dall' importanza dell'allevamento caprino nell'economia baunese. Come poeticamente suggerisce un narratore contemporaneo, i baunesi sono passati leggeri sulla loro terra, ed oggi proprio quella leggerezza è la loro forza: una coscienza istintiva che ha consentito di mantenere integri 40 chilometri di costa e un retroterra unico: un connubio irripetibile di paesaggi dipinti di blu e di verde, una magica simbiosi che unisce il mare alla montagna.
Baunei vanta il possesso del più ricco mosaico di bellezze naturali di tutta l'Ogliastra, vecchi ginepri, maestosi torrioni di calcare, grotte e foche monache, cale incastonate nel verde e delfini caratterizzano lo scenario. Tutta la zona del golfo conserva tracce e monumenti che attestano un'intensa frequentazione nuragica: la "fortezza" di Doladorgiu, le tombe dei giganti di Santu Pedru e di Annida, i nuraghi Loppellai, Nuragheddu, Turru e, soprattutto Orgoduri, Alvu, Co' e Serra, che conservano anche resti delle capanne dei villaggi e di sepolcri megalitici. Suggestiva la chiesetta campestre di San Pietro, un betilo antropomorfo, che probabilmente apparteneva ad una delle tombe dei giganti del Golfo.
In pieno settembre sull'altopiano di basalto appare l'aquila reale con i suoi ampi volteggi in cerca di prede. Da Portu Pedrosu seguendo al costa verso nord, le grotte caratterizzano questa parte del Golfo di Orosei, più su di Goloritzè ( interessanti le sorgenti sottomarine d'acqua dolce) c'è la Grotta del Fico, dove si nasconde il "bue marino", quella foca monaca che, scacciata dalle grotte e dalle spiagge di cala Gonone ha trovato qui rifugio. Importante Cala Luna una delle calette più belle e suggestive dell'intera costa orientale. Il relativo isolamento dell’Ogliastra ha consentito che si conservasse una certa omogeneità e “resistessero” molti usi e costumi, tradizioni e tanta parte della cultura popolare.
In questa sub-regione, nota per il pane di ghiande, ancora, in molti paesi, le donne fanno il pane “pistoccu”, il pane “carasau” carta da musica; ancora le tessitrici producono, con secolari telai i tappeti e le coperte o finissimi ricami, e gli anziani lavorano la “ferula” e l’asfodelo e intrecciano i vimini per produrre cestini; ancora il vecchio frantoio lascia scorrere olio pregiato ed il Cannonau dalle botti scorre sulle mense fumanti di porcetti, agnelli, capre arrosto e di formaggio pecorino. La donna ogliastrina, che ha esercitato un ruolo importante nella società, continua a esercitarlo nella nostra tanto tormentata società in movimento e i ragazzi locali vanno ancora in giro, nelle ricorrenze importanti, per le case, a chiedere qualcosa da mangiare: "A is animas" per i defunti. Dalla vita arcaica e dura della pastoralità vengono tramandate usanze, tradizioni le più magiche e straordinarie, dai tuberi dell’erica qualcuno ancora fabbrica le pipe e le profumate bacche di mirto, sacro a Venere, spandono intorno lo spirito dell’amore e della poesia. Qualche carro tirato da possenti buoi a Jerzu, qualche “molenti”,asinello carico di fascine nei vicoli di Seui e Lanusei al tramonto, i cavalli de “su Monti” di Urzulei sembra annuncino la fine di un’epoca. Ma ancora tante sagre, launeddas, feste campestri, costumi antichi, folklore. Baunei dedica la sua sagra più importante a San Pietro, celebrato nella chiesa settecentesca del Golfo il 29 giugno. Si fa festa a metà agosto anche nella frazione marina di Santa Maria Navarrese con la " sagra della capra" accompagnata da pane pistoccu e ottimo vino Cannonau.
